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dal XV sec. ad Oggi

Bucchianico

Nel novembre del 1423 è presente a Bucchianico, arroccato dentro la fortezza, il famoso condottiero Braccio da Montone nell'atto di frenare l'avanzata di Muzio Attendolo Sforza, altro famoso condottiero, che era alle dipendenze degli Angioini.  Successivamente Bucchianico dimostrò la fedeltà agli Angioini e ne ebbe in premio la "demanialità perpetua" con il Diploma di re Renato D'angiò del 1438, a ricordo vi è una lapide del 1938 dentro il chiostro comunale (foto 1). Il privileggio decadde con la vittoria degli Aragonesi che nel 1456 la concedettero a Marino D'Alagno. Nel 1459 fu donata a Francesco de Riccardis, signore di Ortona e successivamente fu ceduta, con tutti i suoi castelli e casali, alla città di Chieti. Nel 1463 fu data al condottiero Jacopo Piccinino e finalmente nel 1473 divenne proprietà della regina Giovanna che la tenne fino al 1504. Nel 1507 re Ferdinando il Cattolico la concesse a Bartolomeo d'Alviano. Nel 1518 fu acquistata da Marino Caracciolo di Santobuono, per 8000 ducati, che divenne Marchese di Bucchianico con questo ultimo passaggio si compì il declino, come libero comune, di Bucchianico, infatti la famiglia Caracciolo mantenne il suo potere fino agli inizi del 1800. Alla metà del 1500 nacque a Bucchianico Camillo de Lellis che nel 1604 fece costruire il convento per l'ordine da lui istituito e nel 1746 fu dichiarato Santo.
Il marchesato caracciolesco, per la posizione geografica rispetto ai feudi di proprietà della stessa famiglia, divenne una piccola capitale feudale, soprattutto dopo che all'inizio del 1500 il marchese costrui il suo palazzo (foto 2), istituendovi una Corte Marchionale, e modificò la piazza S. Angelo in Piazza d'armi. Nei periodi di assenza del feudatario l'amministrazione feudale era retta dai Vicemarchesi, che fu di sfruttamento aggravato dai "mali" generali del Viceregno spagnolo. Durante questo periodio si affermò la classe borghese dei commercianti, notai, medici, che nei sec. XVII e XVIII sarà protagonista dei cambiamenti economici ed edilizi del paese. Alla fine del 1500 fiorì il commercio di "panni di lino" e di seta, mentre in piazza esistevano almeno tre aromatarie (farmacie-spezerie).
Nel sec. XVIII molte famiglie borghesi acquisirono titolo nobiliare e costruirono i loro palazzi nel centro urbano con frantoi e magazzini negli scantinati per la lavorazione e immagazzinamento dei prodotti destinati al commercio con Venezia e la Costa Dalmata attraverso i porti di Ortona e Francavilla. In questo periodo esistevano e si formavano le confraternite, tra le quali ricordiamo la Confraternità del Sacro Monte dei Morti (per la cura spirituale degli ammalati), la Confraternità del Sacro Monte di Pietà (in aiuto per i poveri nei tempi di carestia).
Nel sec. XIX Bucchianico era capitale di Circondario a cui appartenevano Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, casacanditella, Semivicoli, Vacri, Turrimarchi ed Ari. era sede di una Pretura (fu soppressa nel 1891) e vi si teneva il mercato ogni domenica.
Alle difficili condizioni di vita presenti dopo l'unità d'Italia, segui l'immigrazione specialmente verso l'america. Nel ventennio fascista e nell'immediato dopoguerra si riaffermò l'emigrazione intercontinentale e quella europea. La popolazione residente di 6142 nel 1951, scese nel 1961 a 5092 unità ed essere 4232 nel 1971. Dopo gli anni '70 del 1900 vi fu un rientro graduale degli immigrati con conseguente aumento della popolazione che oggi supera le 5250 unità.


Le notizie sono tratte da "Bucchianico - Guida al centro antico e al territorio"  Pubblicato nel 1991 a cura della Pro Loco S. Camillo de Lellis di Bucchianico.

Braccio da Montone
Muzio Attendolo Sforza
Re Renato D'angiò
Alfonso D'Aragona
foto 1 - A ricordo del diploma di Re Renato D'Angiò del 1438
A Marino Caracciolo Marchese di Bucchianico
San Camillo de Lellis
foto 2 - Palazzo Caracciolo di Santobuono
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